(29 giugno 2008- 29 giugno 2009) Anno Giubilare per San Paolo. Paolo visse duemila anni fa, ed è ancora attualissimo per la sua missione. Chiamato da Dio per annunciare il mistero della salvezza: Gesù Cristo.
“Che devo fare Signore?”. “Alzati, va a Damasco là ti sarà detto quello che dovrai fare”.(At 22,10)
Anche noi siamo chiamati da Dio ad andare a Damasco, cioè verso la comunità della Chiesa, là vi sarà detto, sarete iniziati alla ricerca della Verità.
Dio ci vuole persone unificate, ragazzi, se volete capire cosa s’intende per persone unificate, prendete in mano un qualsiasi libro che parli di Edith Stein.
Edith Stein é morta nella camera a gas di Auschwitz-Birkenau nel 1942, é una personalità affascinante: ebrea e cristiana, filosofa e pedagoga, antesignana di una nuova immagine femminile, intellettuale. Dalle esperienze, dalle riflessioni e dai pensieri di Edith Stein traspaiono la sua onestà intellettuale, il suo calore umano e la solidità della sua forza. Era una persona per la quale vivere significa “ vivere per” ragazzi, Edith fornisca uno spunto di riflessione per la vostra vita.
Ecco il mio augurio, ecco il mio sogno fin da giovane: saper perdere un po’ del nostro tempo per gli altri”. Ho realizzato quella chiamata per la quale mi é stato chiesto un atto di abbandono e di umile obbedienza a una volontà ancora ignota, 42 anni fa. Ero Infermiera diplomata all’Ospedale Infermi di Rimini. Vivevo la mia vita normale: scuola, turni di lavoro e sognavo, sognavo per: chi il Signore mi chiama a vivere? Già l’Africa mi attira. L’ immagine alla TV degli affamati del Biafra, mi mettevano tanta angoscia. Io, donna piccola e timida com’ero, non arriverò mai affrontare una tale avventura! Eppure, sono arrivata e sono la donna più felice che non sia mai esistita. Come Edith Stein, mi sono messa alla ricerca della verità del come tanta disuguaglianza tra noi occidentali e loro africani così provati da sofferenze inumane.
Mi sono lasciata guidare ed in poco tempo, due anni appena, sono partita. Arrivata all’ aeroporto di Douala, mi sembrava ancora di sognare. I 350 Km che percorsi per raggiungere Dschang , la mia prima destinazione africana, credevo di vivere un film meraviglioso e sorprendente . Come é stata sorprendente tutta la mia esistenza qui con i miei cari fratelli Camerounesi.
Abituata al lavoro fin da casa mia, a non guardare fatiche e sacrifici personali per l’altro (esco da una famiglia di dieci fratelli) e dopo la grande guerra del ‘ 45, dove l’Italia é stata denudata, distrutta. Eravamo anche noi poveri. Imparai lì la vita d’impegno di responsabile per i fratelli più piccoli. Ho seguito la mia vocazione d’infermiera, solo dopo i miei 25 anni di età, dovevo prima pensare ai più piccoli della famiglia era un addestramento per la mia Africa!
Nell’obbedienza alla volontà di Dio per la mia vita, dopo aver servito in casa , in poco tempo ho continuo poi in Cameroun ed ancora , come sentirete dai miei amici riuniti in Associazione ONLUS per sostenermi e sostenere le opere che Lui il Signore fa con me fin dal 1968!
Vivo il mio sogno giovanile.Tante iniziative, tante azioni concrete per questi nostri fratelli di cultura molto diversa dalla nostra; con forti esigenze prioritarie per raggiungere una dignità umana ragionevole e di diritto. Sì, e sentirete anche dire: Maria é un gigante, una donna fuori dal comune...
Io invece sono una piccola donna, io sono un piccolo uomo, io sono una normale”.
Posso dire che se ho fatto cose grandissime é Lui, il Signore mi ha sempre guidata nel buon discernimento per la mia vita. Ed in particolar modo é perché “ non sono rimasta prigioniera dell’impossibile, del limite che interdice il sogno e la speranza”.
Nessun merito mio, ma solo della Grazia di Dio che ho cercato sempre di seguire nel vivere il Santo Timore o rispetto della mia vita. Dio non ci ha creati per scherzo; no, ma per cose grandi!
Ogni nostra vita é preziosa ai Suoi occhi e ci aspetta, facciamoci aiutare e seguiamoLo. Vi stupirete di voi stessi, “ va a Damasco e là ti sarà detto quel che dovrai fare”. La conversione di San Paolo che vi invito a leggere e a meditare . (At 22,10).
Ragazzi fate atti di abbandono e umile obbedienza alla volontà di Dio. Sarà una volontà ancora ignota, ma solo vicini a Lui potrete scoprirla e viverla un giorno.
Ecco il mio augurio per voi tutti.
Da quando mi é stato detto che i miei amici vi incontreranno al Marco Polo, vi porto tutti nel mio cuore, come qui tutti mi chiamano “mamma”, ritenetemi pure voi vostra madre spirituale, per il vostro spirito, sostanza e fonte di ogni vita. Promettete che vi metterete “ alla ricerca della Verità”attraverso “la Parola di Dio”. Santo Natale.
“ E il verbo (la Parola) si fece carne”. Gesù si fece piccolo ed umile affinché noi siamo grandi.
Buone Feste Natalizie che estenderete a chi vi sta più a cuore.
Un abbraccio caro!
Maria |